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Green loyalty program: cos’è e come si applica

È in atto una rivoluzione. Riguarda i consumatori, i prodotti e il modo in cui la società comincia a percepire il valore delle proprie azioni nel rispetto dell’ambiente. È un metro di misura, è alla portata di tutti e si attiva tramite un elemento imprescindibile, la consapevolezza. Stiamo parlando della sostenibilità e di come i programmi fedeltà che la valorizzano siano diventati in poco tempo la bussola che permette ai consumatori di orientarsi attraverso scelte e abitudini dal potere immenso: creare la migliore versione del presente. 

L'impatto della sostenibilità sulla fedeltà dei clienti e degli stakeholder

I Green Loyalty Program stanno rivoluzionando il modo in cui i consumatori creano legami duraturi con i brand, diventando uno strumento potente per ingaggiare, educare e premiare le persone che promuovono o mantengono abitudini calibrate sull’impatto etico delle proprie scelte. 

Lo conferma anche il Global Customer Loyalty Report 2023,  uno studio condotto da Antavo sull’opinione di oltre 260 aziende su scala globale e basato su un set analitico di 290 milioni di azioni anonime, da cui è emerso che i Green Loyalty Program sono già a pieno titolo tra gli strumenti più efficaci utilizzati dalle aziende che desiderano migliorare la fidelizzazione e l’engagement dei propri clienti. 

La maggior parte dei loyalty program di oggi sono basati su principi di collaborazione strategica tra realtà dai valori affini e, nel caso della spinta green, dall’adozione di programmi costruiti a partire dai temi ESG.
La sintesi dei dati raccolti dallo studio ci racconta che:

  • L’88,5% degli intervistati ha dichiarato che la propria azienda ripone fiducia nei programmi di fedeltà e li utilizza come aiuto per superare le preoccupazioni dovute all’inflazione e una potenziale recessione.
  • Il 67,7%  prevede di implementare o incrementare i propri investimenti nella fidelizzazione dei clienti.
  • L’80% delle aziende che misurano il ROI (return of investiment) dei propri programmi di fedeltà ha riportato un ROI positivo, con una media di entrate 4,9 superiori rispetto alle spese.
  • Il 78,6% degli intervistati che ha già all’attivo un programma di fedeltà è probabile che lo aggiorni con un aumento di 7 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
  • La spesa media annuale dei membri che riscattano offerte personalizzate è 4,5 volte superiore a quella di coloro che non hanno mai usufruito di tali offerte.

Lavorare su uno strumento strategico che sa come aumentare il coinvolgimento e la fidelizzazione dei clienti e degli stakeholder coincide sempre di più con la volontà delle imprese di stimolare i consumatori a fare la differenza e agire in prima persona. Una strategia che si attiva grazie al coinvolgimento legato al ritorno emotivo di una scelta di consumo. 

In tal senso, parlare ancora di customer satisfaction o customer retention riferite solo al gradimento del prodotto o al soddisfacimento di un bisogno non è più sufficiente. La customer journey si intreccia ad uno stimolo più profondo, che innesca l’acquisto perché attiva un sentimento di soddisfazione che mira a coltivare una connessione emotiva legata all’allineamento dei valori tra clienti e brand. È un approccio nuovo e profondamente trasformativo, che pone l’etica del consumatore come indicatore chiave della soddisfazione e, quindi, dell’affiliazione. 

Tra i driver emozionali più trainanti del mercato spicca proprio la fiducia. Una teoria che trova conferme in un lungo report che anticipa gli scenari attuali con più di 10 anni di anticipo, apparso nel 2015 nella rivista Harvard Business Review: “I clienti in piena connessione con il brand valgono in media il 52% in più di quelli che sono solo molto soddisfatti, registrando frequenze e valori di acquisto superiori”.

Come previsto, oggi, tra indicatori di mercato, dati e report, il mondo degli insight è pieno di informazioni che sanciscono e confermano il legame più solido del momento, quello tra consumatori ed etica dell’acquisto. 

I consumatori di oggi preferiscono spendere il proprio denaro per prodotti, servizi ed esperienze dal basso impatto ambientale e nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori che hanno fatto parte della filiera del prodotto. Sono gli stessi dati che mostrano scenari favorevoli per gli stakeholder, soprattutto per le aziende che hanno deciso di intervenire sul proprio DNA per orientarsi verso politiche sostenibili e di Corporate Social Responsibility (CSR).

Secondo Il consumatore sostenibile, il  report del 2023 di Deloitte, una persona su tre afferma di comprare solo da marchi di cui si fida, di porre attenzione alle certificazioni di qualità e di andare alla ricerca di prodotti selezionati con cura e scelti solo in base ai criteri di sostenibilità. 

È facile immaginare per questi consumers così esperti un legame duraturo con i propri brand del cuore. Ma cosa accade, invece, quando un consumatore meno attento o, semplicemente, meno informato entra nella customer journey? È meno scontato che un legame solido funzioni anche con i nuovi consumatori che necessitano di qualche informazione in più – o semplicemente di un incentivo in più.  Ed è proprio qui che i Green Loyalty Program entrano in gioco.

Cos'è un green loyalty program?

I Green Loyalty Program sono degli innovativi programmi fedeltà che puntano a ingaggiare i consumatori e li invitano a compiere scelte ecosostenibili. Il loro scopo è quello di premiare i consumatori che compiono con più frequenza scelte d’acquisto a basso impatto e adottano stili di vita rispettosi dell’ambiente. Tuttavia, questo speciale tipo di programma fedeltà possiede anche un altro grande vantaggio, ed è ciò di cui parleremo: incentivare i consumatori meno esperti in sostenibilità a ottenere più consapevolezza per mettere in atto le best practice green. 

Dimenticate i vecchi programmi di loyalty basati solo su reward prive di attivazione emotiva ma pieni di incentivi focalizzati su raccolte punti, carte fedeltà e piccole ricompense usa e getta. Nello scenario odierno, per ottenere la fiducia dei consumatori non è sufficiente neppure dichiarare solo la propria spinta green. Serve un nuovo linguaggio di fidelizzazione, e serve innanzitutto coerenza. Il nuovo paradigma è: non fare qualcosa per il consumatore, ma con il consumatore. Il coinvolgimento è la base per rendere partecipi gli individui a compiere azioni collettive, e quando si parla di coinvolgimento diretto di consumatori, e quindi anche di stakeholder ed investitori, bisogna cercare un’idea originale e svilupparla a partire da tutti quegli strumenti che servono a creare una brand community che duri nel tempo: 

  • Branded entertainment & edutainment
  • Brand transmedia storytelling 
  • Gamification loyalty programs 

L’accelerazione digitale post-pandemica ha favorito l’arrivo, ma anche l’attivazione, di nuovi touch point in cui “incontrare” i consumatori. Sono app per smartphone o applicazioni web, contenuti multimediali multi trigger o semplicemente avvisi e alert che possono raggiungere i consumatori in ogni momento. Una possibilità interessante, se a monte si è fatta una buona analisi dei bisogni.

Sono questi gli strumenti contemporanei che spostano l’asse da un aspetto strategico delle reward a uno olistico, quindi più ampio, finalizzato ad aumentare l’engagement dei consumatori non solo sul piano delle loyalty, ma anche della brand affinity.

Da uno studio pubblicato su Nature  è  stato osservato come “La gamification può rappresentare una strategia attiva per incoraggiare comportamenti di consumo green, poiché fornisce agli utenti un feedback immediato, riconoscimento sociale e motivazione intrinseca a impegnarsi in comportamenti sostenibili”.

Avvicinare gli utenti e le imprese alla sostenibilità attraverso percorsi di gamification risulta una strategia vincente per educare, ingaggiare e premiare i consumatori. Ne abbiamo parlato in modo approfondito proprio qui.

Chi partecipa a questi programmi guadagna punti tutte le volte che vengono compiute azioni a rinforzo della cultura della sostenibilità. Attraverso gesti semplici, come scegliere il mezzo più ecologico con cui spostarsi o imparare a orientare gli acquisti verso prodotti, beni e servizi a bassa emissione di CO2, i consumatori dimostrano un impegno reale che rafforza la fedeltà verso il brand e li spinge ad adottare comportamenti sempre più virtuosi. E per più tempo possibile. 

Sul piano reputazionale, adottare un programma di green loyalty, per un’azienda, rappresenta un win-win, poiché crea una situazione di vantaggio biunivoco tra il brand e il cliente.

Quali sono i benefici di un green loyalty program?

A dire che le aziende “avranno rendimenti migliori se saranno responsabili”  è stato profeticamente Larry Fink, numero uno di BlackRock, il fondo finanziario più grande del mondo. Era il gennaio 2018, e nell’annuale lettera agli investitori Fink poneva l’attenzione su un aspetto fino a quel momento poco radicato nelle aziende: “La società chiede a gran voce che le aziende, siano esse pubbliche o private, abbiano uno scopo sociale. Per prosperare nel tempo, la performance finanziaria non è sufficiente; ogni azienda deve dimostrare di aver fornito un contributo positivo alla società, a beneficio di tutti i suoi portatori d’interesse: azionisti, dipendenti, clienti e comunità di riferimento. Senza un preciso scopo, nessuna società, sia essa pubblica o privata, può realizzare appieno le proprie potenzialità, perché alla fine perderà l’appoggio dei suoi principali stakeholder”. 

Sono parole chiare, che non lasciano molto spazio ad altra interpretazione se non quella di un monito, una spinta al cambiamento. E così è stato.

Dal momento post-pandemico, un numero sempre crescente di consumatori è alla ricerca di brand intenzionati ad avere un impatto tangibile, e trovano un riferimento soprattutto in quelli con cui è facile condividere valori e mission. Quelli, in altre parole, che guardano a un nuovo modo responsabile di fare impresa. I brand che hanno saputo seguire le istanze di sostenibilità e responsabilità hanno acquisito una clientela motivata e fedele, entrata in un funnel autorigenerante di acquisto – premio – motivazione, anche grazie ai green loyalty program più efficaci.  

Ma c’è dell’altro. Le aziende che scelgono di adottare programmi fedeltà green riescono in poco tempo a: 

  • Trasformare i consumatori negli advocacy del marchio
  • Aumentare l’engagement dei consumatori
  • Rafforzare l’identità del marchio e la reputazione sostenibile dell’azienda
  • Creare una relazione basata sul valore con i consumatori che porti a una fidelizzazione a lungo termine
  • Profilare i consumatori (per ottenere dati sulla sostenibilità)
  • Migliorare la percezione del marchio da parte degli stakeholder
  • Costruire una comunità e un senso di appartenenza
  • Diversificarsi dalla concorrenza 
  • Ridurre le emissioni complessive di CO2 e l’uso di risorse dell’organizzazione
  • Migliorare l’educazione alla sostenibilità

Quanto più è personalizzata l’esperienza per l’utente, tanto più funziona. Significa creare un contenuto che tiene conto di un Tone of Voice unico e di un design costruito perfettamente sull’utilità della sua applicazione. Sono piccole attenzioni dal potere immenso, che fanno sentire il consumatore al centro dell’esperienza e lo invogliano ad attraversare livelli sempre più avanzati di fedeltà. 

Tra i vantaggi, bisogna sicuramente riportare la facilità della profilazione. Sono gli utenti stessi a scegliere di condividere con il programma le abitudini di consumo, la frequenza, il gradimento che hanno in relazione a un prodotto o al brand stesso. Dati che nascondono insight preziosi  che possono essere impiegati per lo sviluppo di un nuovo prodotto o per orientare una nuova campagna di marketing, più efficace che mai. 

Come si crea un green loyalty program?

Parola d’ordine: clusterizzare. Non può esserci campagna di coinvolgimento efficace che non presenti a monte un’analisi approfondita del pubblico a cui ci si dovrà rivolgere. Dalla pubblicità ai programmi di fedeltà, dalla gamification a uno speech, parlare a qualcuno significa soprattutto scegliere con cura tono di voce e parole che non lascino fraintendere il messaggio che si vuole comunicare. 

Costruire un green loyalty program significa plasmare un programma basato su:

  • User Experience
  • Customer Loyalty 
  • Consumer Engagement

Se un tempo le campagne di fedeltà rispondevano solo alle regole dettate dall’analisi del bisogno oggettivo, oggi lo schema è più ampio e articolato, e include anche i match point dei valori comuni tra brand e consumatore e le affinità secondarie, come interessi, passioni e persino hobby. Conoscere il nostro consumatore significa profilare in modo dinamico le abitudini di più personas appartenenti allo stesso cluster e riuscire a prevedere una comunicazione efficace multicluster che rimanga coerente in modo transgenerazionale.

Come sempre, a facilitare il lavoro arrivano in nostro soccorso i valori del brand che ci guidano e che, come un faro, illuminano i passi del sentiero da percorrere fino a raggiungere i nostri consumatori. Ciò accade, e non potrebbe più essere altrimenti, perché con l’implementazione di sistemi di user design sempre più efficaci si è entrati a pieno titolo nell’epoca dell’esperienza user-centrica, dove i consumatori non sono solo semplici consumatori, ma buyer personas protagoniste di un viaggio insieme al brand, che rispondono a tratti della personalità sempre più sfaccettati e definitivi. Una segmentazione del target che non serve solo a colmare i bisogni primari, ma ad empatizzare davvero con chi si affida al brand. 

In tal senso, un green loyalty program è un viaggio che si ripete, dove la meta porta sempre a un maggiore ingaggio, finalizzato a raggiungere una maggiore consapevolezza. Come tutti i buoni percorsi, la sua creazione è strutturata per tappe che ruotano sempre intorno a un leitmotiv: iper-personalizzazione della user experience.
Vediamone qualcuna:

  • Non può esserci loyalty affinity senza brand affinity: più che una tappa, è un vero e proprio presupposto. Non si può neppure immaginare di costruire la fiducia verso un brand se esso non dialoga con le emozioni che suscita al consumatore. Sono i sentimenti trainanti il motore che innesca la scelta.

     

  • Analisi del mercato di riferimento e mercato desiderato: entriamo nel vivo. Dopo aver analizzato i dati di mercato e le sue variazioni, è il momento di comprendere come si comportano i consumatori all’interno di esso. Chi sono, chi vorrebbero essere e perché fanno ciò che fanno. Si chiamano dati conversazionali, spesso forniti dagli stessi utenti. L’obiettivo è quello di valorizzarli per creare una grande brand community. Ma non solo: la corretta lettura e interpretazione di questi dati è fondamentale per creare una user experience più personalizzata possibile, che si traduce in un maggiore engagement.

     

  • Analisi dei bisogni del mercato vs bisogni dei consumatori prototipici: qui è dove troviamo gli strumenti per rispondere alle domande che ci ha lasciato la tappa precedente. È il momento di cercare le prime corrispondenze, individuarle e analizzarle. Ma anche intravedere i contorni di partnership strategiche da instaurare con brand affini. 

     

  • Cercare l’insight: ovvero, cosa farsene di tutte le analisi prodotte. È il momento della scintilla, quello in cui l’intuizione crea le basi per la coerenza del programma e si connette a una necessità finora nascosta.

     

  • Guardare al futuro e intercettare la tendenza da anticipare: accade grazie all’insight, a patto che sia quello giusto. Nel caso specifico dei green loyalty program, è importante mantenere uno sguardo vigile sui trend del vasto mondo della sostenibilità, per conoscere cosa è già stato ampiamente trattato e ciò che potrebbe diventare il tema traino del momento.

     

  • Accordare questa analisi al programma green: Lo scopo non è coinvolgere i consumatori in un circuito di fedeltà fine e sé stesso, ma orientare le scelte di consumo verso azioni dall’impatto positivo per il Pianeta e chi lo abita.

     

  • Rivedere il modello e assicurarsi che sia in linea con tutti i valori del brand e dei propri consumatori: più o meno, la formula per accertarsi che tutto ciò sia stato definito fino a questo momento funzioni. Parola d’ordine: coerenza.

     

  • Inserire i pillar: educazione ed engagement sono due tra i migliori pilastri che contribuiscono all’efficacia di un un buon green loyalty program. Ne esistono molti altri, e vanno sempre valutati all’occorrenza, senza mai dimenticare la loro funzione e l’effettiva applicazione.

     

  • Individuare i touch point: è il momento di pensare ai luoghi, fisici o digitali, con cui entreranno in contatto i consumatori. Possono fondersi, dialogare e creare un percorso multi canale che renda ancora più entusiasmante il programma di fedeltà.

     

  • La prototipazione: è uno strumento prezioso che ci permette di creare modelli di studio veloci e utili per sperimentare e testare le idee. Come un modello 3D, la prototipazione permette di vedere con anticipo crepe o difetti del modello e di intervenire in tempo. Servono poche regole per farla funzionare: esporre il lavoro alle critiche, sbagliare in modo controllato e non innamorarsi subito delle prime idee, ma cercare alternative. È il momento del testing. Parola chiave: sperimentazione. Per sveltire questa fase del processo vengono in aiuto gli A/B Test, che permettono di lanciare contemporaneamente due o più esperienze simili e di confrontare i risultati per monitorare gli andamenti. Sono test che, di solito, vengono sottoposti a un cluster prototipico di personas e utenti in target con l’obiettivo finale. Una volta osservato quale dei due, o più, prototipi funziona meglio in fatto di retention ed engagement, viene decretato ufficialmente il modello del programma.

     

  •  Dare vita alla campagna vera e propria: questa è la fase della creatività strategica, dove tutto il lavoro di ricerca svolto fin qui trova spazio tra le idee brillanti a servizio della sostenibilità.
  • La normativa: tutte le reward che ruotano attorno a un concorso e hanno a che vedere con premi, classifiche e punti hanno la necessità di essere regolamentate secondo le norme vigenti nei paesi in cui si svolge il programma e in quelli esteri eventualmente coinvolti. Tutti gli aspetti legati alla Privacy e alla sicurezza dei dati sensibili dei consumatori sono quasi sempre a carico di chi bandisce un concorso; per questo motivo, una buona riuscita del programma non può prescindere da una buona preparazione giuridica sulla normativa vigente.

     

    Secondo un sondaggio condotto da Yotpo oltre l’84% degli intervistati a livello globale ha dichiarato di essere più propenso ad acquistare da un marchio i cui valori sono in linea con i propri. Il dato sale al 90% quando ad essere intervistati sono i Gen Z. 

    Un’osservazione ha rivelato, poi, come i consumatori siano propensi all’acquisto anche quando oltre le tematiche strettamente ambientaliste sono presi in considerazioni altri fattori sostenibili, come etica del lavoro, diritti sociali e uguaglianza. 

    Creare il green loyalty program perfetto significa guardare realmente ai bisogni del presente e allo stesso tempo anticipare tutte quelle tendenze di mercato che riguardano l’etica dei consumatori di domani. 

Come misurare l'efficacia di un green loyalty program?

Una volta messo a punto e testato il programma, non resta che misurarne l’efficacia. Per definire il ROI (return of investiment) bisogna aprire una piccola, seppur necessaria, parentesi sulla sottile differenza che c’è tra customer retention e customer loyalty program, fondamentale per riconoscerne  le differenze e fissare gli indicatori giusti.

Come spesso accade, tutte le buone risposte cominciano prima da una buona domanda. In questo caso: la fiducia dei consumatori è dovuta effettivamente alla buona riuscita del programma oppure è il frutto di una brand affinity molto forte, tanto da essere la felice causa di una customer retention molto alta?

Per essere sicuri di non leggere una reportistica falsata, si può cominciare dall’osservazione di alcuni indicatori di misurazione, KPI come: 

  • Customer Lifetime Value (CLV): rappresenta il valore totale che un cliente apporta a un’azienda durante l’intera durata della sua relazione con essa. Si calcola combinando il valore dei profitti generati dal cliente e la durata prevista della sua fedeltà. Un CLV elevato indica che il cliente è molto redditizio e permette di indirizzare le strategie di marketing per massimizzarlo.
  • CSAT (Customer Satisfaction Score): È una metrica che misura il livello di soddisfazione dei clienti nei confronti di un prodotto, servizio o esperienza. Spesso viene misurato con un semplice punteggio da 1 a 5. Un alto CSAT indica che i clienti sono soddisfatti e propensi a rimanere fedeli.
  • CES (Customer Effort Score): Misura lo sforzo percepito dai clienti nell’interagire con un’azienda, ad esempio per risolvere un problema o completare un acquisto. Viene spesso misurato chiedendo ai clienti quanto è stato facile o difficile completare un’attività, su una scala da 1 (molto difficile) a 5 (molto facile). Un basso CES indica un’esperienza semplice e fluida per il cliente.
  • NPS (Net Promoter Score): È una metrica che valuta la propensione dei clienti a consigliare un’azienda, prodotto o servizio. Viene calcolato chiedendo ai clienti quanto è probabile che raccomandino l’azienda ad altri, su una scala da 0 a 10. I clienti vengono quindi divisi in 3 categorie: detrattori (0-6), neutrali (7-8) e promotori (9-10). L’NPS è la percentuale di promotori meno la percentuale di detrattori. Un alto NPS indica una base di clienti fedeli e soddisfatti

Come AWorld ha supportato Conad nella creazione di un programma fedeltà green

L’integrazione di elementi di gamification e sosteniblità in un programma fedeltà rappresenta una leva strategica per massimizzare il valore dell’iniziativa. Questo può portare a una maggiore partecipazione, interazione e fidelizzazione. Di conseguenza, è anche probabile che i clienti più motivati rimangano legati all’azienda per un periodo di tempo più lungo, aumentando così il loro CLV (Client Lifecycle Value) complessivo.  Per utilizzare la gamification come strumento di green loyalty non è sempre necessario ripensare da zero un nuovo programma: in certi casi, basta solo affidarsi a una buona integrazione.

A partire dall’esigenza di voler coinvolgere i consumatori nell’ambito della sostenibilità e comunicare più efficacemente l’iniziativa, Conad ha scelto di lanciare nel 2022 la campagna Sosteniamo il Futuro, una strategia di loyalty interna dedicata ai propri clienti. 

Con una piattaforma digitale di loyalty e reward già disponibile, Conad ha scelto di integrare nel proprio programma una webview nella sezione sostenibilità con alcune funzionalità dell’app AWorld, uno strumento di gamification sui temi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

Ai consumatori è stata offerta tutta l’esperienza di navigazione di AWorld direttamente nell’app con cui i clienti dell’insegna di supermercati erano già soliti partecipare a sistemi di premialità e concorsi. 

All’interno della sezione sostenibilità dell’App Conad il banner dedicato al servizio di webview AWorld ha ingaggiato gli utenti tramite:

    • Azioni e calcolo dell’impatto: una lunga lista di azioni sostenibili proposte da AWorld e giustificate e spiegate agli utenti grazie al calcolo delle metriche di impatto CO2 e approfondimento dei benchmark.
    • Challenge: sfide collettive per incentivare le azioni sostenibili degli utenti chiamati a far parte della community globale del cambiamento positivo.
    • Edutainment: percorsi educativi mensili e giornalieri, sotto forma di contenuti di testo, leggibili facilmente dallo smartphone e ottimizzati per essere navigati come stories. Sono percorsi customizzati sui temi e le parole chiave del brand in partnership, o forniti da AWorld tra i centinaia di percorsi tematici già disponibili.

L’integrazione della webview di AWorld nell’app Conad, osservazione della durata di 3 mesi, ha fatto leva sull’apprendimento della sostenibilità per guadagnare punti fedeltà e ha portato a un + 86% di engagement rate e a un + 30% di download dell’app per i clienti. Ad ogni azione registrata collegata all’App di AWorld come ogni episodio completato, sono stati convertiti in un numero di punti fedeltà automaticamente riportati sull’App di Conad, con il quale i consumatori hanno potuto “spendere” la propria esperienza in reward fornite dal programma di loyalty della catena nazionale di supermercati. 

Nata dall’urgenza di concretizzare l’impegno sostenibile di cittadini e aziende, AWorld ha stravolto le regole della solita narrazione sulla sostenibilità e ha utilizzato la green gamification come strumento per coinvolgere, educare e incentivare le persone a fare la propria parte nella sfida più importante di sempre, per misurare l’impatto positivo degli utenti di tutto il Pianeta.

Grazie alla ludicizzazione dei temi green, AWorld contribuisce a creare e diffondere cultura sui 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e i suoi 169 target. Azione dopo azione, gli utenti imparano a rivalutare l’impatto emotivo e ambientale delle proprie scelte nei confronti del Pianeta e a ridefinire i contorni del migliore futuro di sempre: consapevole, etico, sostenibile. 

Catalizzatore di cultura green su scala globale, AWorld oggi è l’unica app ufficiale scelta dalle Nazioni Unite per la campagna ACT Now, e partner del Patto Europeo per il Clima. 

Premiata nel 2023 da Google come Best App for Good, ha portato l’engagement degli utenti a risultati concreti, influenzando positivamente la cultura dell’impatto per trasformare il modo in cui le organizzazioni interagiscono con i loro stakeholder sui temi della sostenibilità.

Grazie ad AWorld, in soli tre anni sono state compiute più di 21.000.000 azioni positive per il Pianeta.

Scopri di più su AWorld, il cambiamento inizia da qui.

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